Le aziende che assumono un dipendente con meno di 35 anni di età che non abbia mai avuto in precedenza un rapporto a tempo indeterminato, hanno la possibilità, da gennaio 2018, di pagare i contributi dimezzati per un triennio, fino a un limite di € 3.000 annui. Tornano in questo modo le agevolazioni che erano state introdotte nelle manovre fiscali degli anni 2015 / 2016, e poi abbandonate nel 2017.

Ancora una volta il legislatore ha puntato a concentrare il massimo dello sforzo sulla lotta alla disoccupazione giovanile – ancora a percentuali altissime –  anche se, esaminando i dati del terzo trimestre del 2017, si evince che i disoccupati con il requisito anagrafico superiore ai 35 anni risultavano essere in numero lievemente maggiore. Il quadro delle agevolazioni, nel suo complesso, presenta dunque un vasto campo di possibilità, in quanto restano in vigore alcune tipologie di sgravio; ad esempio risultano agevolate le assunzioni di soggetti percettori dell’indennità di disoccupazione (NASpI), o di donne prive di impiego da almeno 24 mesi (o da almeno 6 mesi se occupate in settori con alta disparità occupazionale di genere).

Continuano gli aiuti per le assunzioni degli ultra cinquantenni disoccupati da oltre un anno, dei lavoratori in Cassa Integrazione Straordinaria e dei giovani fra 16 e 29 anni, con l’utilizzo del contratto di apprendistato nelle sue tre declinazioni (l’istruzione secondaria, professionalizzante, di alta formazione e ricerca). L’apprendistato professionalizzante, inoltre, può essere utilizzato, a titolo di reinserimento lavorativo, anche per l’assunzione di soggetti di qualsiasi età, purché beneficiari di un trattamento di disoccupazione.

Prosegue il programma di incentivazione degli iscritti nell’apposita banca dati denominata “Iniziativa occupazione giovani” che comprende i ragazzi fra 16 e 29 anni cosiddetti NEET, ovvero che non studiano, non sono occupati, né sono inseriti in un percorso di formazione. L’incentivo – cumulabile con l’apprendistato – può essere riconosciuto fino al limite di € 8.060 annui. Per l’inserimento al lavoro di soggetti disabili è previsto un incentivo economico nella misura che va dal 35% al 70% della retribuzione lorda mensile, variabile in funzione della tipologia del contratto e del grado di riduzione della capacità lavorativa (non inferiore al 67%). Il diritto alle facilitazioni che abbiamo sommariamente descritto è però soggetto al rispetto di norme e regolamenti ad esse legate.

Primo requisito è la sostanziale correttezza della gestione aziendale nel pagamento della contribuzione previdenziale e assistenziale; la corretta applicazione delle norme del contratto collettivo scelto in azienda e il rispetto del Testo Unico sulla sicurezza del lavoro.

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