Stefano Pistoresi, un Navigatore in un mare di curve

Il rivolese Stefano Pistoresi ci racconta la sua passione per uno degli sport motoristici più emozionanti e di come è riuscito a diventarne parte, attraverso il ruolo complicato ma appagante del Navigatore!

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Stefano Pistoresi

Il Rally è una disciplina dell’automobilismo che si svolge su strade pubbliche utilizzando vetture da competizione derivate da modelli stradali. Per la precisione, si tratta di un misto tra una gara di velocità a cronometro e una gara di regolarità, visto che sui tratti di trasferimento tra le “prove” di velocità le vetture devono rispettare il Codice della strada.

Fatta questa breve premessa per i neofiti, si può tranquillamente affermare che per svariati anni, soprattutto a cavallo tra anni ’80 e ’90, il Rally sia stato lo sport motoristico per antonomasia, almeno in Italia. Il successo di pubblico non è stato solamente mediatico, ma anche più strettamente sportivo: essendo uno sport dai costi piuttosto modesti (se messi a confronto con altri discipline motoristiche), anche un semplice amante dello sport può decidere di partecipare ad un Rally di zona e sentirsi per un giorno come il leggendario Miki Biasion o il “Cannibale” Sebastian Loeb.

Per poter prendere parte ad una manifestazione realistica, oltre a seguire le normative tecniche e burocratiche, è necessario essere in due! Infatti su di un auto da Rally c’è chi guida, ovvero il Pilota e chi “naviga”, ovvero il Navigatore. Nella terminologia delle corse, navigare significa indicare a chi guida la strada che verrà, completa di curve, tratti veloci, possibilmente sconnessi e così via. Nel rally il co-pilota ha un importanza fondamentale, perché non solo ricorda al pilota la strada ed il modo migliore per percorrere una Prova Speciale, ma si occupa anche del rispetto delle percorrenze prestabilite in trasferimento e dell’aspetto burocratico della corsa, come la tabelle tempi e la sua timbratura ai punti di controllo orario.

Per parlarci della sua esperienza da navigatore abbiamo contattato uno dei più giovani esponenti di questo ruolo, ovvero il 21enne rivolese Stefano Pistoresi. Dal carattere bonario e disponibile, Stefano ha già all’attivo ben nove gare da navigatore, un numero di tutto rispetto per chi, come lui, corre per puro hobby. Infatti, nella vita di tutti i giorni Stefano è un agente di commercio, con un trascorso da operaio metalmeccanico.

1. Ciao Stefano! Prima di tutto, come ti sei avvicinato al mondo dei rally?

Inizialmente, da bambino, tramite mio padre. Ho iniziato da piccolissimo guardando le VHS che c’erano in casa e a 3/4 anni ero già a bordo strada a vedere il mio primo rally!

2. Quando e come hai cominciato a pensare a correre tu stesso?

La voglia di correre c’è sempre stata, fin da subito, ma all’inizio sembrava più un sogno che qualcosa di concreto. Poi crescendo ho iniziato a conoscere sempre più persone dell’ambiente e così, appena si è presentata la possibilità, ho fatto di tutto per poter mettere il casco in testa il prima possibile.

3. Quando è arrivata la prima opportunità reale?

Quasi subito. Qualche mese dopo aver preso la patente, un amico mi ha proposto di provare a fare una gara assieme… era l’occasione giusta. Così mi sono messo subito in moto per cercare di reperire l’occorrente, soprattutto a livello monetario, per rendere possibile la cosa! All’inizio non è stato per niente facile, senza l’aiuto di alcune persone probabilmente a quest’ora non avrei ancora nemmeno iniziato…

4. Perché il sedile di destra?

Per vari motivi. Ho sempre sognato di poter essere su una macchina da corsa e mi piacciono molto entrambi i ruoli, diciamo che mi sentivo più portato al ruolo di navigatore che a quello di pilota, nel quale molto probabilmente sarei un danno. Non mi dispiacerebbe “cambiare sedile” qualche volta, quando il portafoglio lo permetterà, ma il ruolo di navigatore mi soddisfa molto, lo sento “mio”.

5. Sfatiamo un mito. Chi prende effettivamente le indicazioni sul percorso? Il pilota o il navigatore?

Le indicazioni le prende il pilota, la prima volta che si passa su un percorso durante le ricognizioni (percorrenza preliminare dei tratti di prova ndr). Il compito del navigatore è quello di leggergliele nei passaggi successivi col giusto tempismo e la giusta intonazione!

6. Hai un modello per la tua passione?

Ne ho diversi, sia piloti che naviga. Uno su tutti Colin McRae, probabilmente è a lui che devo gran parte della mia passione, poi molti dei “grandi” di quell’epoca, come Piero Liatti, Carlos Sainz, ecc. Come navigatori soprattutto Luis Moya, che credo sia un po’ il simbolo di questo ruolo, ma anche Nicky Grist e Flavio Zanella mi hanno ispirato molto da sempre.

7. Qual è il rally a cui vorresti prendere assolutamente parte? E con quale auto?

Il Rallye di Monte Carlo! con una qualsiasi auto, anche una di Classe R1 (auto con motore fino a 1400cc) andrebbe benissimo, sarebbe già stupendo esserci, un giorno!

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